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Esposto contro Il Signor Cucciolo di Volpino- traffico di cuccioli dalla Bulgaria e cani morti dopo pochi giorni

Esposto contro “Il Signor Cucciolo” di Volpino: traffico di cuccioli dalla Bulgaria e cani morti dopo pochi giorni

Esposto contro “Il Signor Cucciolo” di Volpino (VR): traffico di cuccioli dalla Bulgaria e cani morti dopo pochi giorni Indirizzo e telefono nel mirino: centinaia di segnalazioni per l’allevamento fantasma di VeronaVolpino, Provincia di Verona Ora c’è un nome, un indirizzo e un numero di telefono. “IL SIGNOR CUCCIOLO“, con sede ufficiale in Via Chiesa […]

Esposto contro “Il Signor Cucciolo” di Volpino (VR): traffico di cuccioli dalla Bulgaria e cani morti dopo pochi giorni

Indirizzo e telefono nel mirino: centinaia di segnalazioni per l’allevamento fantasma di Verona
Volpino, Provincia di Verona

Ora c’è un nome, un indirizzo e un numero di telefono. “IL SIGNOR CUCCIOLO“, con sede ufficiale in Via Chiesa Volpino, 166, 37040 Volpino VR, telefono 376 152 6403, è finito ufficialmente nel mirino delle associazioni animaliste e di tantissimi acquirenti che hanno visto morire i propri cani dopo pochissimi giorni dall’acquisto, pochissimi giorni, pochissimi.

Quella che sembrava una tranquilla attività di allevamento di barboncini toy e maltipoo nella campagna veronese, nasconderebbe in realtà un giro vorticoso di contrabbando internazionale di cuccioli dalla Bulgaria e dalla Romania, con passaggio in Slovenia per eludere i controlli, i controlli e ancora i controlli.

Migliaia di testimonianze: “I nostri cuccioli morti dopo una settimana”

Le segnalazioni che arrivano da tutta Italia, ma anche da famiglie della provincia di Verona, sono sempre le stesse, identiche, drammaticamente sovrapponibili.

Si compra un cucciolo da “Il Signor Cucciolo“, si paga un prezzo che varia dagli 800 ai 1500 euro, si porta a casa la creatura.

E dopo pochi giorni, dopo una manciata di giorni, dopo una settimana al massimo, il cucciolo inizia a stare male. Malissimo. Sta male, sta male, e purtroppo muore.

Muore tra le lacrime di chi lo aveva appena accolto, di chi lo aveva già amato, di chi non sa spiegarsi cosa sia successo.

“Ho preso un barboncino toy da loro a dicembre 2024. Dopo 8 giorni il cucciolo aveva febbre altissima, vomito e diarrea. Il veterinario ha detto che era parvovirosi, malattia tipica di cani stressati e non vaccinati. Il cucciolo è morto in tre giorni. Ho speso 1200 euro più centinaia di euro di cure. Loro non hanno risposto più al telefono. Non hanno risposto più”

Questo è solo uno dei tantissimi messaggi, uno dei tanti, uno dei troppi che stanno comparendo sui social, nei gruppi Facebook, nelle chat di quartiere.

L’allevamento fantasma di Via Chiesa Volpino

All’indirizzo di Via Chiesa Volpino, 166 a Volpino, in provincia di Verona, risulterebbe la sede dell’attività.

Ma chi si è recato sul posto, chi ha provato a bussare, chi ha chiesto informazioni, racconta di una realtà molto diversa da un allevamento professionale.

Niente struttura autorizzata, niente box per i cuccioli, niente cani adulti visibili.

Solo un viavai di macchine, furgoni, pulmini, con targa italiana e straniera.

Il titolare, raggiungibile al 376 152 6403, è lo stesso uomo che sarebbe stato visto e fotografato, visto e rivisto, avvistato più volte a Sofia, in Bulgaria, mentre ritirava lotti di cuccioli da commercianti locali.

I cuccioli venivano caricati direttamente nel bagagliaio dell’auto, senza acqua, senza cibo, senza aria, senza alcuna documentazione sanitaria.

Il passaggio in Slovenia: la porta d’ingresso del contrabbando

Secondo le ricostruzioni, per evitare i controlli più severi alle frontiere, i cuccioli entrerebbero in Italia passando dalla Slovenia, un paese dell’Unione Europea ma con controlli doganali spesso meno rigidi, meno rigidi, molto meno rigidi.

I cani vengono trasportati senza documentazione o con passaporti falsi, con vaccinazioni taroccare, con microchip inseriti all’ultimo momento, spesso dopo l’arrivo in Italia.

Questo sistema, questo giro, questo traffico, permette di immettere sul mercato italiano centinaia di cuccioli all’anno, spacciati per “nati in allevamento” ma in realtà provenienti da traffici illeciti, da commerci senza scrupoli, da allevamenti intensivi dell’Est dove le fattrici vengono sfruttate fino allo sfinimento.

Maltipoo e barboncini toy: ibridi venduti come razze pregiate

L’attività di “Il Signor Cucciolo” si concentra soprattutto su due tipologie di cani, due razze molto richieste, due mode del momento: barboncini toy (spesso sottotaglia, ben al di sotto dello standard di razza) e maltipoo, l’incrocio tra barboncino e maltese.

Questi ultimi, in particolare, non sono riconosciuti dall’ENCI, non hanno pedigree, non hanno alcuna certificazione di razza pura.

Eppure vengono venduti come se fossero cani di altissimo lignaggio, cani rari, cani particolari, a prezzi maggiorati, maggiorati e ancora maggiorati.

“Il maltipoo che ho preso io mi è stato venduto come ‘razza particolare, molto ricercata’. Ho scoperto dopo che è solo un meticcio, un incrocio, un bastardino con nome altisonante. E dopo 15 giorni è morto. Morto. Non ce l’ho fatta a salvarlo nonostante le cure, nonostante tutto, nonostante l’amore”

Il cimitero in giardino: cuccioli sepolti di nascosto

La parte più agghiacciante, più oscura, più inaccettabile di questa vicenda, è quella che riguarda i cuccioli che non ce la fanno.

Quelli che muoiono durante il viaggio, quelli che muoiono dopo pochi giorni, quelli che non resistono allo stress, alle malattie, alla mancanza di cure.

Secondo diverse testimonianze, i corpi dei cuccioli non vengono portati al veterinario per la cremazione, come prevede la legge.

No. Vengono sepolti nel giardino dell’abitazione di Via Chiesa Volpino. Un cimitero clandestino, un orrore nella terra, una fossa comune per decine di piccoli corpi.

Un rischio sanitario enorme, un atto di mancanza di rispetto assoluta, una vergogna senza fine.

Come segnalare: il numero di telefono e l’indirizzo da fornire alle autorità

Le associazioni animaliste invitano tutti coloro che hanno avuto esperienze simili, che hanno acquistato cuccioli da questa attività, che hanno visto morire i propri cani dopo pochi giorni, a denunciare, segnalare, testimoniare.

Ogni segnalazione è importante, ogni testimonianza può fare la differenza, ogni voce può contribuire a fermare questo massacro.

Ecco i riferimenti completi dell’attività da segnalare alle autorità competenti:

  • Nome attività: IL SIGNOR CUCCIOLO
  • Indirizzo: Via Chiesa Volpino, 166, 37040 Volpino VR
  • Telefono: 376 152 6403
  • Provincia: Verona

Le segnalazioni possono essere inviate a:

  • Guardie Zoofile OIPA: attraverso il modulo anonimo sul sito nazionale
  • LAV Verona: maltrattamentiverona@lav.it / 342 55 75 899
  • Comune di Verona: servizio segnalazioni online
  • Carabinieri o Polizia Locale di Verona, presentando un esposto formale

La raccomandazione finale: non comprate, non finanziate il massacro

L’appello, l’ultimo appello, il disperato appello delle associazioni è semplice, chiaro, diretto: non comprate cuccioli da “Il Signor Cucciolo“.

Non chiamate quel numero, non andate a quell’indirizzo, non finanziate questo giro di morte.

Se volete un cane, rivolgetevi ai canili, ai rifugi, ai veri allevatori che mostrano tutto, che fanno vedere i genitori, che vi danno garanzie vere.

Perché ogni euro speso lì, ogni euro, è un euro che paga il viaggio della morte di un altro cucciolo.

È un euro che paga il bagagliaio, il contrabbando, la sepoltura in giardino.

È un euro che uccide. Non fatelo. Non fatelo. Non fatelo.

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Animalisti Contro Cagnari

Blog che denuncia abusi negli allevamenti e tutela gli animali, informando e sensibilizzando per un mondo più giusto.

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