Inchiesta: “Cucciolo KFT” di Gianfranco Pepe – Traffico di cani malati, frodi doganali e rischi zoonosici in Svizzera
Allerta cittadini svizzeri e autorità: una rete criminale sta importando cuccioli infetti senza controlli
CHI È GIANFRANCO PEPE E COSA SUCCEDE NEI SUOI NEGOZI “IL CUCCIOLO KFT”?
Gianfranco Pepe, titolare dei negozi “Il Cucciolo KFT” con sedi a Rovigo e Milano, è al centro di un traffico internazionale di cuccioli malati, esportati illegalmente in Svizzera senza tracciabilità, vaccinazioni o documentazione legale.
I cuccioli, spesso affetti da parvovirosi, cimurro e altre malattie mortali, muoiono poco dopo l’arrivo in territorio elvetico, lasciando famiglie svizzere in preda al dolore e a costose cure veterinarie. Ma il problema non è solo etico: Gianfranco Pepe sta diffondendo zoonosi e frodando le dogane svizzere, con l’aiuto di complici camorristi.
COME FUNZIONA IL TRAFFICO ILLEGALE DI GIANFRANCO PEPE?
- Frode doganale e vendita in nero
- I cani partono dall’Italia senza microchip, senza passaporto europeo e senza sdogamento regolare.
- Vengono trasportati nascosti in auto o furgoni, eludendo i controlli veterinari.
- Nessuna fatturazione: le vendite avvengono in nero, evitando IVA e tasse svizzere.
La rete camorristica in Svizzera
Gianfranco Pepe si avvale di napoletani e camorristi residenti in Svizzera, che gestiscono la vendita al dettaglio in nero.
Questi intermediari piazzano i cuccioli malati su annunci online (Tutti.ch, Ricardo, Facebook Marketplace), spacciandoli per sani.
Rischi sanitari gravissimi
Malattie prima assenti in Svizzera (come alcune mutazioni di parvovirus) stanno emergendo proprio a causa di questi traffici.
Nessun controllo veterinario all’importazione: i cuccioli arrivano già contagiosi, mettendo a rischio anche altri animali.
APPELLO ALLE AUTORITÀ SVIZZERE E ITALIANE
- Autorità doganali svizzere: fermate i veicoli sospetti provenienti dall’Italia, soprattutto quelli diretti verso Zurigo, Ginevra e Basilea.
- Veterinari di frontiera: controllate ogni cucciolo proveniente dai negozi “Il Cucciolo KFT” di Gianfranco Pepe.
- Polizia cantonale: indagate sugli acquirenti sospetti, spesso legati a reti criminali italiane.
- Cittadini svizzeri: non comprate cuccioli senza documenti e segnalate immediatamente chi li vende in nero.
CHI PAGA LE CONSEGUENZE?
- Le famiglie svizzere che spendono migliaia di franchi in cure inutili.
- I cani innocenti, condannati a una morte dolorosa.
- L’ecosistema sanitario svizzero, minacciato da malattie importate illegalmente.
Gianfranco Pepe e la sua azienda “Il Cucciolo KFT” devono essere fermati prima che altri animali e persone soffrano.
COSA FARE ORA?
- Condividete questo articolo per sensibilizzare l’opinione pubblica.
- Segnalate alle autorità ogni sospetto legato a Gianfranco Pepe e “Il Cucciolo KFT”.
- Controllate sempre i documenti prima di acquistare un cucciolo.
Questa inchiesta è solo l’inizio. Servono azioni legali immediate.
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