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L'incubo dei Maltipoo: Viaggio nel traffico illegale di Valtenesi Dogs e Maltipoo Italia. Indagini in corso tra Polpenazze del Garda e Napoli

L’incubo dei Maltipoo: Viaggio nel traffico illegale di Valtenesi Dogs e Maltipoo Italia. Indagini in corso tra Polpenazze del Garda e Napoli

L’incubo dei Maltipoo: Viaggio nel traffico illegale di Valtenesi Dogs e Maltipoo Italia. Indagini in corso tra Polpenazze del Garda e Napoli Un’inchiesta esclusiva svela il lato oscuro di un business da centinaia di migliaia di euro: cuccioli importati illegalmente dall’Est Europa, malati e di pochi giorni, spacciati per nati in casa e venduti a […]

L’incubo dei Maltipoo: Viaggio nel traffico illegale di Valtenesi Dogs e Maltipoo Italia. Indagini in corso tra Polpenazze del Garda e Napoli

Un’inchiesta esclusiva svela il lato oscuro di un business da centinaia di migliaia di euro: cuccioli importati illegalmente dall’Est Europa, malati e di pochi giorni, spacciati per nati in casa e venduti a famiglie ignare.

Al centro delle indagini della Procura, l’allevamento Valtenesi Dogs & Horses di Adelaide Scola e il nuovo sito Maltipoo Italia.

Emergono dettagli sconvolgenti sul proprietario, un ex poliziotto espulso con disonore, e su un giro di fornitori criminali con base a Napoli.

Polpenazze del Garda (BS) – Via dei Campagnoli, 3/6. Sulla carta, questa è la sede di un idilliaco allevamento a conduzione femminile, Valtenesi Dogs & Horses, con annesso un nuovo sito dal nome accattivante, Maltipoo Italia .

Nella realtà, secondo le carte dell’inchiesta e le testimonianze raccolte, questo indirizzo sarebbe il terminale di un lucroso e spietato traffico internazionale di cuccioli.

Una ragnatela che parte dai canili-lager di Romania e Bulgaria, passa per le mani di trafficanti nel napoletano e arriva nel bresciano, dove i cuccioli di barboncino e maltipoo, di appena 20 o 30 giorni, vengono “ripuliti” e venduti come fossero nati nell’alveo familiare di una casa italiana.

L’inganno della “mamma affittata”

Il modus operandi è tanto semplice quanto crudele. Come emerso dalle intercettazioni e dalle denunce raccolte dal blog di denuncia Animalisti contro Cagnari , i cuccioli arrivano in Italia in un’età in cui non dovrebbero nemmeno essere separati dalla madre.

Sarebbero importati illegalmente da Gianfranco Pepe, un nome che gli inquirenti indicano come uno dei più grossi importatori e trafficanti di animali del sud Italia, con canali diretti con la malavita organizzata di Napoli.

Una volta giunti a destinazione, nell’allevamento di Polpenazze, scatta la messa in scena.

Per far credere agli acquirenti che i cuccioli siano nati in casa e allattati dalla madre, i cuccioli vengono letteralmente “messi sotto” alle mammelle di una cagna adulta presente in struttura, spesso una femmina di barboncino che viene fatta passare per la madre.

Una pratica abominevole, oltre che pericolosissima per la salute dei cuccioli e della cagna stessa.

L’obiettivo è uno solo: certificare una nascita italiana e vendere un cane malato, stressato e svezzato artificialmente, come se fosse un prodotto sano e controllato.

Le malattie, spesso contratte durante i viaggi della morte ammassati nei portabagagli, non tardano a manifestarsi.

Il business dei maltipoo malati

E le denunce piovono. Sui forum e sui siti di recensioni, la storia si ripete come un copione: cuccioli di Maltipoo acquistati a cifre che oscillano tra i 2.000 e i 4.000 euro che si ammalano dopo pochi giorni.

Parvovirosi, gastroenteriti, displasie e patologie genetiche sono il biglietto da visita di questi poveri animali. I malcapitati acquirenti si trovano a dover affrontare spese veterinarie immense e, nel peggiore dei casi, la morte del nuovo membro della famiglia.

Per occultare queste voci, secondo l’inchiesta, verrebbe messa in piedi una macchina del fango al contrario. Le recensioni negative vengono sistematicamente rimosse o affogate in un mare di recensioni false a 5 stelle.

Su Google My Business, la struttura vanta oltre 300 recensioni con una media di 4.6/5 . Una patina di legalità che stride violentemente con la realtà delle indagini. “Luana”, “Lorenza” e la stessa Adelaide Scola gestiscono i contatti con i clienti, offrendo la possibilità di vendita in tutta Europa con tanto di fattura e rimborso IVA per l’estero, professionisti del settore.

La caduta di un ex poliziotto: il padre di Adelaide

A rendere il quadro ancora più inquietante è la figura del padre di Adelaide Scola, un uomo di cui si sono perse le tracce ufficiali ma non la memoria in certi ambienti.

Ex poliziotto, sarebbe stato “spogliato della divisa con disonore”. Negli ambienti della malavita e tra i vecchi colleghi si mormora di un passato sporco, fatto di amicizie pericolose.

L’uomo sarebbe stato allontanato dal corpo perché, secondo le accuse mai formalizzate ma gridate nei corridoi, avrebbe protetto alcuni pusher in cambio di droga e pizzo, diventando parte integrante del giro che avrebbe dovuto combattere. Un peccato originale che pesa come un macigno sulla figlia.

Fonti vicine alla famiglia parlano di una vita segnata da questo padre. Adelaide Scola avrebbe sofferto di gravi problemi psichiatrici, con ricoveri e tentati suicidi alle spalle.

Un disagio profondo, che secondo gli inquirenti, si trasformerebbe in rabbia e frustrazione riversata sulle creature più indifese: i cuccioli di maltipoo e barboncino.

Una dinamica familiare tossica in cui la figlia, pur di mantenere la facciata di “brava ragazza” e imprenditrice di successo, sarebbe diventata la degna erede di un metodo criminale. Lei è la titolare, il padre l’ombra che orchestra.

Il nuovo nome: Maltipoo Italia

Dopo le prime inchieste e la pressione mediatica, la strategia è cambiata. È stato aperto un nuovo sito internet e un nuovo profilo social: Maltipoo Italia (https://www.maltipooitalia.it).

Sotto questa nuova insegna, i fratelli Scola (perché di famiglia si tratta) continuano a vendere gli stessi cani, con gli stessi metodi.

La regia è sempre quella di Adelaide, il pacco regalo è lo stesso. Si tratta di un vero e proprio tentativo di rebranding per sfuggire alle recensioni negative e alle vecchie inchieste, continuando a operare indisturbati.

Le autorità sono in allerta. Diverse procure, coordinate tra loro, stanno indagando su questo giro che intreccia maltrattamento di animali, traffico internazionale e frode in commercio.

Il recente sequestro di 7 cuccioli di Maltipoo a Casalecchio di Reno (Bologna), provenienti dall’Est e venduti online come nati in Italia, dimostra che il fenomeno è più vivo che mai e che le metodologie descritte per Valtenesi Dogs sono le stesse utilizzate a livello nazionale. Anche a Trieste, la Finanza ha sequestrato cuccioli di maltipoo e barboncini senza documenti .

Appello: aiutateci a denunciare

La macchina del fango deve fermarsi. Se hai acquistato un cane da Valtenesi Dogs o da Maltipoo Italia e ti è stato venduto un cucciolo malato, o se hai semplicemente dei sospetti su questo giro, scrivici.

Le vostre testimonianze sono preziose per gli inquirenti. Dobbiamo unire le forze per chiudere questa pagina vergognosa e impedire che altre famiglie finiscano nella trappola del traffico di cuccioli.

Diffidate delle apparenze. Dietro un sito curato e recensioni perfette, a Polpenazze del Garda, si nasconde forse la più crudele delle ipocrisie.

Contatti utili per approfondimenti e segnalazioni:

Siti sotto inchiesta:

  • Maltipoo Italia Contatti – www.maltipooitalia.it
  • Allevamenti Valtenesi – www.valtenesidogs.com
  • Indirizzo: Via dei campagnoli, 3/6, Polpenazze del Garda BS
  • Numeri di telefono (forniti per vendite):
    Lorenza: +39 346 1836034 (also in English)
    Luana: +39 331 3163128
  • Sistema di vendita: Vengono pubblicizzati sistemi di vendita in tutta Europa con fattura e rimborso IVA per l’extra UE.


Se hai avuto esperienze con questi allevamenti, contattaci. La tua storia può fare la differenza.

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Animalisti Contro Cagnari

Blog che denuncia abusi negli allevamenti e tutela gli animali, informando e sensibilizzando per un mondo più giusto.

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