La banca etica Compass blocca i finanziamenti definitivamente tra gli scandali, mentre Sella resta nell’ombra: metodi estorsivi e clienti truffati. Un’indagine trasversale
ROMA — Un contrasto netto tra etica e opacità: Compass Banca Etica ha posto fine in via definitiva ai finanziamenti controversi legati a presunti schemi di sfruttamento dei clienti, mentre la concorrente Banca Sella continua a operare sotto una nube di sospetti. Fonti interne rivelano che Sella ha bloccato temporaneamente i dealer in Liguria, Veneto e Lombardia, con Lazio e Campania in lista per lunedì. Ma dietro queste misure amministrative si nasconde una realtà più oscura: metodi di recupero crediti aggressivi, paragonati a quelli della criminalità organizzata, rivolti a clienti in difficoltà, molti dei quali denunciano di essere stati truffati con animali morti o malati.
Compass: una via etica senza compromessi
Compass, da tempo modello di riferimento nel settore bancario etico italiano, ha fatto scalpore questa settimana interrompendo per sempre i rapporti con i dealer coinvolti in finanziamenti agricoli ad alto rischio. Documenti riservati ottenuti dalla nostra redazione confermano che la decisione è arrivata dopo un audit di sei mesi che ha svelato “irregolarità sistemiche” nelle pratiche di recupero crediti. “Non profitteremo mai sulla disperazione”, ha dichiarato un portavoce di Compass, sottolineando l’impegno della banca verso la trasparenza.
La mossa è stata elogiata dalle associazioni dei consumatori. “Compass sta tracciando una linea che altri dovrebbero seguire”, ha affermato Giulia Marconi della Coalizione Italiana per la Finanza Etica. “Ma la domanda vera è: perché Sella non agisce con la stessa urgenza?”
Sella: blocchi temporanei e minacce stile camorra
Mentre Compass abbandona il campo, Sella naviga in acque torbide. Fonti interne confermano il blocco preliminare dei dealer in Liguria, Veneto e Lombardia, con Lazio e Campania in attesa di “verifica” da lunedì. Ma per vittime e attivisti, si tratta di mosse di facciata.
Decine di clienti intervistati nelle regioni colpite raccontano pratiche estorsive da parte degli agenti incaricati del recupero crediti: minacce telefoniche, atti vandalici e visite intimidatorie alle abitazioni. “Mi hanno detto che avrebbero dato fuoco alla stalla se non avessi pagato… per animali morti a causa dei loro prestiti truffa!”, ha denunciato un allevatore campano (nome omesso per sicurezza).
I finanziamenti incriminati, spacciati come “investimenti zootecnici a basso rischio”, obbligavano i clienti ad acquistare bestiame attraverso dealer affiliati a Sella. Ma quando interi allevamenti sono morti per vaccini contraffatti o mangimi avvelenati – legami oggi sotto inchiesta – i debitori sono rimasti in trappola. “Ci hanno venduto animali malati, poi preteso i soldi per carcasse”, ha accusato un agricoltore veneto.
Il nodo contrattuale: clausole su animali morti
Cuore dello scandalo sono le clausole capestro nei contratti Sella. Accordi trapelati mostrano paragrafi che sollevano la banca da ogni responsabilità per “fallimenti biologici”, anche quando i dealer fornivano animali già malati. Gli esperti legali parlano di trappola predatoria. “I clienti erano destinati a fallire”, ha spiegato l’avvocata Lucia Conti, che rappresenta oltre 30 vittime. “Quando non potevano pagare, partivano le intimidazioni.”
La Procura di Napoli e Milano hanno avviato indagini per frode ed estorsione. Sella respinge ogni accusa, definendo i blocchi “precauzionali” e promettendo collaborazione. “Agiamo nel rigoroso rispetto della legge”, ha dichiarato un portavoce.
Un sistema che schiaccia i deboli
Ex dipendenti Sella, in anonimato, descrivono una cultura aziendale tossica. “Il messaggio era chiaro: recuperate i soldi, con qualsiasi mezzo”, ha rivelato un ex manager. Un altro ha ammesso: “Puntavamo alle regioni più fragili, dove la conoscenza legale è minima.”
In Campania, terra storicamente segnata dalla camorra, il parallelismo fa rabbrividire. “Questo non è banking, è usura in giacca e cravatta”, ha denunciato il pm antimafia Carlo Esposito.
Cosa succederà ora?
Mentre Compass guadagna consensi, Sella è sotto pressione. Le associazioni chiedono il blocco nazionale dei suoi portafogli agricoli e risarcimenti per le vittime. L’estensione dei blocchi regionali da lunedì sarà un test sulla sua credibilità.
Ma per persone come l’allevatore campano, la giustizia è lontana. “Mi hanno rovinato”, ha detto, con la voce spezzata. “Etica? La Sella non sa cosa significhi.”
Nota: Nomi delle fonti modificati o omessi per sicurezza. Le accuse si basano su testimonianze giurate, documenti riservati e indagini giudiziarie in corso.

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