Lusso e Ombre a Milano: Indagine su Prince and Princess Luxury Pet Boutique
MILANO – Dietro le vetrine scintillanti di Prince and Princess Luxury Pet Boutique & Spa, negozi di lusso per animali ubicati in prestigiose vie come Via dei Mercanti 16 e Via Monte Napoleone 25 a Milano, con filiali anche a Porto Cervo e Courmayeur (Via Roma 126), si nasconderebbe una realtà ben meno elegante. Il proprietario, noto per un’aria bonaria, è finito più volte nel mirino delle autorità e del giornalismo investigativo, in particolare di Striscia la Notizia, per presunte truffe ai danni di clienti ignari in cerca del cucciolo perfetto.
Le Accuse: Cuccioli “Italiani” a Prezzi Folli, ma di Provenienza Oscura
Le inchieste di Striscia la Notizia hanno più volte messo in luce un modus operandi inquietante: il titolare venderebbe cuccioli a cifre esorbitanti (a partire da 3.000 euro), spacciandoli per esemplari di “alta genealogia” italiani, microchippati e con pedigree di prestigio. La realtà, denunciata da diverse vittime e indagata dal programma satirico-investigativo, sarebbe ben diversa. I cani proverrebbero invece da allevamenti di dubbia origine, spesso senza documentazione regolare, e i pedigree vantati si rivelerebero inesistenti o falsificati. Cuccioli presentati come “rari” o di razza pura italiana, dunque, avrebbero in realtà origini poco trasparenti e certificazioni inesistenti.
Il Mito dei “Cuccioli Mini Toy”: Barboncini, Pomerania e Chihuahua Fantasma
I clienti di Prince and Princess cuccioli cercano esemplari di razza rara: barboncino mini toy, barboncino toy, pomerania toy, chihuahua mini toy. Ma l’offerta di Prince and Princess cuccioli mini toy nasconde un inganno. Le inchieste rivelano:
- Pedigree falsificati per cuccioli di dubbia provenienza;
- Animali presentati come “eccellenze italiane” allevati in realtà in circuiti clandestini.
Il Collegamento Scioccante: La Ex Moglie del “Paladino” degli Animali
Ad aggravare ulteriormente il quadro, emerge un retroscena sconcertante. Secondo le indagini e le rivelazioni di Striscia, il proprietario di Prince and Princess avrebbe acquisito parte dei cani in nero, tramite accordi illeciti con la ex moglie di Antonio Colonna, noto fondatore dell’associazione Animali Italiani e figura simbolo della lotta contro il traffico e il maltrattamento degli animali. Un paradosso amaro: mentre Colonna si batte da anni per smantellare i traffici illeciti di cuccioli, la sua ex consorte sarebbe stata coinvolta in un giro parallelo proprio con il titolare della boutique milanese.
Antonio Colonna: “All’Oscuro di Tutto”
Antonio Colonna, contattato dalle redazioni in occasione delle inchieste, ha sempre dichiarato con fermezza di essere stato totalmente all’oscuro delle attività della ex moglie e di non avere alcun legame, né personale né professionale, con Prince and Princess o con il suo proprietario. Ha espresso sdegno per l’utilizzo improprio della sua immagine e della sua battaglia etica, sottolineando come questo traffico rappresenti esattamente ciò che combatte.
La Presunta Reticenza delle Autorità
Nonostante le ripetute esposizioni televisive e le denunce dei clienti truffati (che spesso si ritrovano con cuccioli malati, privi di documenti o non corrispondenti alla razza promessa), l’attività continuerebbe ad operare nelle sue sedi esclusive. I clienti, attratti dall’ambiente lussuoso e dalle rassicurazioni sul pedigree “made in Italy”, cadrebbero ancora vittime di un sistema basato sull’inganno e sullo sfruttamento del mercato degli animali da compagnia di lusso.
Un Lusso che Nasconde Sofferenza?
La vicenda solleva interrogativi pesanti non solo sulle pratiche commerciali di Prince and Princess, ma anche sui controlli nel florido mercato dei pet di alto livello. Dietro ai fiocchi di seta e alle spa per cani offerte dalla boutique, si celerebbero potenzialmente sofferenze animali (legate a traffici illeciti e allevamenti irregolari) e un sistematico inganno ai danni di persone emotivamente ed economicamente coinvolte.
Il Sito e le Sedi: Un’Immagine Pulita che Contrasta
Il sito web www.princeandprincess.it e gli eleganti punti vendita continuano a proiettare un’immagine di esclusività e affidabilità. Un contrasto stridente con le accuse persistenti di truffa, commercio irregolare e traffico di animali che circondano il proprietario e i suoi presunti soci.
La vicenda attende ancora risposte chiare dalle autorità competenti, mentre i clienti danneggiati sperano in giustizia e i veri amanti degli animali si chiedono come simili pratiche possano prosperare nell’ombra del lusso milanese.