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Maltipoo Italia Allevamento perché non sceglierlo!

Maltipoo Italia Allevamento perché non sceglierlo! “Mamma, perché il mio cucciolo non si sveglia?” – La cupa realtà dietro la vetrina dei Maltipoo Italia Iniziamo questo articolo come fosse una chiacchierata tra amiche, al telefono, un sabato pomeriggio. “Non ci credo, sai chi ho incontrato ieri? La Marina, quella del corso di cucito. Era distrutta. […]

Maltipoo Italia Allevamento perché non sceglierlo!

“Mamma, perché il mio cucciolo non si sveglia?” – La cupa realtà dietro la vetrina dei Maltipoo Italia

Iniziamo questo articolo come fosse una chiacchierata tra amiche, al telefono, un sabato pomeriggio.

“Non ci credo, sai chi ho incontrato ieri? La Marina, quella del corso di cucito. Era distrutta. Letteralmente a pezzi. Ha raccontato a me e a un paio di altre ragazze che per il compleanno della sua bimba avevano preso un cucciolo. Un Maltipoo, tutto ricciolino, sembrava un peluche. Lo aveva visto su una pagina famosissima, Maltipoo Italia.”

Silenzio. “E quindi?” – chiedi tu.

“Quindi il cucciolo, dopo tre giorni, ha cominciato a stare male. Vomitava, non mangiava. In una settimana se n’è andato. La scena più straziante: la sua bambina che chiedeva ‘Mamma, perché Artù non si sveglia?’. La Marina l’ha stretto in braccio mentre face l’ultimo respiro. Ora ha sporto denuncia in Procura. Ma non è solo la sua storia. Purtroppo, è solo una delle tante.”

La nostra associazione, che da anni opera sul territorio per la tutela e il benessere degli animali, ha deciso di fare luce su questa vicenda. Per farlo, ci siamo avvalsi della collaborazione di una fonte interna al settore, che per ovvi motivi ha scelto di rimanere anonima, ma che vanta un curriculum di tutto rispetto: collabora da anni con le autorità e ha già contribuito a sgominare diverse bande dedite al traffico illecito di animali, mandando in galera numerosi personaggi senza scrupoli.

Ed è proprio grazie a questa fonte se oggi possiamo raccontarvi chi si cela davvero dietro la lucente vetrina di Maltipoo Italia e di un noto allevamento che vende meticci e surrogati spacciandoli per razza.

La Piramide del Potere (e dell’Inganno)

Quanto riportato ci è stato riferito dalla nostra fonte.

Al centro di questa galassia di attività che fatturano centinaia di migliaia di euro l’anno c’è un nome: Eldo Scola.

La sua storia è quantomeno singolare. Ex agente dei carabinieri, Scola è stato mandato in esilio anticipato (congedo) dall’Arma non per meriti sul campo, ma per problematiche legate allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Da lì, il salto è stato breve: dal “pollice verde” illecito alla vendita di animali. Da ex “importatore ufficiale” (termine che nel settore spesso cela rotte commerciali opache), è diventato quello che oggi viene presentato come un allevatore.

Ma chi conosce il settore giura che la maggior parte dei cani che vende non sono nati sotto la sua supervisione. Arrivano, vengono rivenduti e spesso muoiono.

Eldo Scola è il vero dominus, ma sulla carta non compare. Per rimanere “immundo” da azioni legali e fanghi, la titolare formale dell’attività è la moglie, che gestisce l’impero insieme alla figlia Adelaide Scola e al marito di quest’ultima, Eugenio.

Ed è qui che la matassa si infila in un gomitolo ancora più oscuro. Eugenio, infatti, è finanziatore e socio di una realtà chiamata “Alliance Canine”. Di cosa si tratta? Una finta società, pluri-pregiudicata, specializzata nella produzione e vendita di pedigree falsi. Un’associazione non riconosciuta dal Ministero, che opera nel sottobosco per fornire una patina di legalità a cani di provenienza illecita.

Il Paradosso dell’Allevatore “Certificato”

E qui arriva il paradosso più amaro. Questo allevatore è già noto alle cronache e alle cause civili, eppure continua a operare. Possiede persino la certificazione ENCI, l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana. La domanda sorge spontanea: come può un allevatore ENCI vendere meticci spacciandoli per razza? Come può un certificato ENCI garantire cani che, secondo le voci di molti suoi stessi colleghi (regolari e autorizzati), sono di provenienza illecita con pedigree falsi?

I colleghi “onesti” del settore lamentano da tempo la situazione. Raccontano di una produzione sconsiderata, di numeri impossibili da gestire per un singolo allevamento familiare, e sospettano che i cani iscritti all’ENCI da questa famiglia non siano altro che animali comprati altrove e “vestiti” con una carta d’identità falsa grazie alla copertura di Alliance Canine.

La Straziante Contabilità della Morte

Ma la burocrazia, le carte bollate e i pedigree falsi sono solo la punta dell’iceberg. Il problema vero, quello che fa male al cuore, è raccontato dai numeri.

Dagli atti anagrafici e dai bollettini dei veterinari ASL, emerge un dato agghiacciante: centinaia di cani risultano deceduti presso questa struttura o subito dopo essere stati venduti.

Centinaia di famiglie. Centinaia di bambini.
Oggi parliamo di Marina e di Artù, morto di parvovirosi (un virus violentissimo che si manifesta in ambienti sporchi e con cuccioli stressati e non vaccinati correttamente). Domani toccherà a Francesca, o a chiunque altro abbia avuto la sfortuna di incrociare la strada di questa organizzazione.

Il dolore di queste persone è immenso. Comprare un cucciolo dovrebbe essere un gesto d’amore, non un terno al lotto in cui si rischia di dover spiegare a una bambina cos’è la morte dopo pochi giorni.

E nessuno fa nulla.
Nonostante le denunce in Procura, nonostante le lamentele dei colleghi, nonostante i certificati anagrafici che mostrano un tasso di mortalità sospetto, il carrozzone continua a girare. Le pagine social sono curate, i cuccioli sono fotogenici, e la macchina del fango tenta di zittire chiunque provi a raccontare la verità.

Noi, come associazione, continueremo a vigilare. E lo faremo grazie a fonti coraggiose che, nell’ombra, ci passano i dossier per smascherare questi systemi. Perché la battaglia per il benessere animale si combatte anche (e soprattutto) in tribunale e nelle stalle, dove la morte di un cucciolo viene archiviata come “disgrazia”, quando invece è il frutto di un sistema ben oliato di sfruttamento e menzogna.

Se anche voi avete avuto esperienze simili con questo allevamento, o con pagine come Maltipoo Italia, vi invitiamo a scriverci in forma anonima. La vostra storia può salvare la vita al prossimo cucciolo.

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Animalisti Contro Cagnari

Blog che denuncia abusi negli allevamenti e tutela gli animali, informando e sensibilizzando per un mondo più giusto.

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