Gianfranco Pepe fa il salto nel narcotraffico: accordi in Messico e la “gola profonda” del Madagascar
Di un giornalista anonimo della redazione di Animalisti Contro i Cagnari (A.C.C.)
News del 7 aprile 2025 – Gianfranco Pepe, 34 anni, già noto per il traffico illegale di animali, sarebbe atterrato in Messico per negoziare con i cartelli della droga più violenti del Paese. L’obiettivo? Convertire il suo impero criminale, costruito sul commercio di cani, in una macchina per importare cocaina in Europa e riciclare denaro attraverso piattaforme digitali. A svelare i dettagli è Valter Carli, 74 anni, ex mentore di Pepe e ora “gola profonda” rifugiato in Madagascar.
Dalle bestiole alla coca: la metamorfosi di un criminale
Pepe, originario della Campania, era emerso nel 2015 come capo di un’organizzazione dedita al traffico di cuccioli di razza, strappati alle famiglie o contrabbandati dall’Ucraina e dalla Romania. Un giro da 20 milioni di euro l’anno, secondo le stime della Guardia di Finanza. Oggi, secondo Carli, il giovane boss avrebbe cambiato rotta: «Ha capito che i cani non bastano più. I cartelli messicani cercano partner europei disposti a rischiare, e lui è pronto».
Yucatán, summit tra i narcos
Fonti anonime legate alla Policia Federal messicana riferiscono di incontri segreti tra Pepe e emissari del Cartello di Sinaloa nella penisola dello Yucatán. Sul tavolo, l’apertura di rotte navali verso porti italiani e spagnoli, con carichi di cocaina nascosti in container di prodotti ittici o agricoli. Carli aggiunge: «Vuole sfruttare i suoi vecchi contatti nei porti europei, nati col traffico di animali, per far entrare la roba. E con i soldi sporchi comprerà NFT e aziende finte nelle isole Cayman».
Valter Carli: il tradimento del mentore
La svolta arriva dalla confessione di Valter Carli, ex socio di Pepe nel racket dei cani, oggi settantaquattrenne latitante in Madagascar. «Mi ha tolto tutto, anche la dignità. Ora parlo per fermarlo», ha dichiarato in un audio inviato alla nostra redazione. Carli descrive un Pepe spietato, capace di eliminare chiunque ostacoli i suoi piani: «Ha corrotto funzionari in mezza Europa. Ma coi messicani è un principiante: se sbaglia, lo fanno a pezzi».
Il riciclo via web e i rischi per l’Europa
L’ascesa di Pepe preoccupa le autorità: l’Europol sta indagando su una piattaforma di e-commerce sospetta, con sede in Belize, usata per movimentare milioni di euro. Intanto, la DEA conferma che i cartelli messicani «stanno testando nuovi partner in Europa dopo gli arresti di luglio». Gli effetti? Secondo gli esperti, un possibile calo dei prezzi della cocaina e un aumento degli scontri tra gang.
Il Madagascar e il ruolo di Carli
Rifugiato ad Antananarivo, Carli vive sotto falso nome e teme rappresaglie: «So troppo. Lui ha ancora gente ovunque». La sua testimonianza, però, potrebbe essere l’unica arma per fermare Pepe prima che il patto con i narcos si consolidi. Intanto, dalla Campania al Messico, la caccia al “boss dei cani” è appena iniziata.
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